Lavoro, la negoziazione assistita scompare dalla riforma

9 dicembre 2019

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Lavoro, la negoziazione assistita scompare dalla riforma

La negoziazione assistita in materia di lavoro, presente da un anno e mezzo nelle numerose bozze del disegno di legge delega sulla giustizia civile, e soprattutto assunta come vero e proprio impegno politico dal ministro della Giustizia, Bonafede, da ultimo al convegno nazionale dei giuslavoristi italiani dello scorso ottobre a Verona, è stata di fatto stralciata dal testo adottato dal Consiglio dei ministri di giovedì scorso: le conciliazioni tra le parti raggiunte con l’assistenza degli avvocati restano “non definitive” e continueranno a dover essere perfezionate davanti alle commissioni di conciliazione in sede sindacale o amministrativa. Pertanto la delega, formalmente rimasta nel testo, è del tutto inutile e priva di qualsiasi contenuto innovativo.

«I giuslavoristi italiani - afferma l’avvocato Aldo Bottini, presidente di Agi-Avvocati giuslavoristi italiani - con l’intera avvocatura, che in tal senso aveva deliberato all’unanimità al congresso nazionale di Catania 2018, reagiscono con stupore e disappunto a uno stravolgimento che contraddice l’impegno più volte ripetuto dal ministro della Giustizia. La negoziazione assistita in materia di lavoro, a suo tempo ingiustamente esclusa dal nuovo istituto, era già prevista dal disegno legge delega del ministro Orlando, approvato dalla Camera dei deputati e poi decaduto con la legislatura nel 2018. È stata poi condivisa dal ministro Bonafede e quindi è di fatto sostenuta a livello istituzionale dalle due maggiori componenti politiche dell’attuale coalizione di governo». Nel messaggio del 4 ottobre scorso ai giuslavoristi italiani il ministro Bonafede ha affermato il suo «intendimento di superare il divieto di negoziazione assistita per le controversie in materia di lavoro, consentendo la stessa in via facoltativa».

Agi intende perciò conoscere dal ministro della Giustizia, al quale chiederà un incontro urgente, le ragioni di questo ripensamento mai annunciato. «Confido - conclude il presidente Bottini - che anche il Consiglio nazionale forense, il quale in fase di consultazione con il ministro ha sempre condiviso l’estensione proposta, e l'Organismo congressuale forense, per Statuto rappresentante del Congresso nazionale forense e organo di attuazione dei suoi deliberati, vogliano sostenere l’impegno per rimuovere una limitazione ingiustificata, lesiva della dignità dell’intera professione forense e contraddittoria rispetto alla continua attribuzione di nuovi compiti agli avvocati, e alle sollecitazioni loro rivolte da governo e parlamento per contribuire, anche in chiave deflattiva, all’esercizio della giurisdizione».

Testo della bozza di ddl delega

Articolo 2 - Strumenti di risoluzione alternativa delle controversie

[…]

e) Prevedere anche modificando l’articolo 2113 del codice civile e fermo restando quanto disposto dall’articolo 412-ter del codice di procedura civile, che sia possibile, per le controversie di cui all’articolo 409 del codice di procedura civile, ricorrere anche alla negoziazione, senza che la stessa costituisca condizione di procedibilità dell’azione;

Testo approvato dal Consiglio dei ministri

e) Prevedere, fermo il disposto degli articoli 2113 del codice civile e 412-ter del codice di procedura civile, che sia possibile, per le controversie di cui all’articolo 409 del codice di procedura civile, ricorrere anche alla negoziazione assistita da più avvocati, senza che la stessa costituisca condizione di procedibilità dell’azione;

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