Il controllo sulla mail aziendale è legittimo se mirato, proporzionato, fondato su concreti sospetti e preceduto da un'adeguata informativa. Lo sottolinea il Tribunale di Pisa, con la sentenza n. 800 del 15 giugno 2026, con cui è giudicato legittimo il licenziamento per giusta causa di una lavoratrice.
- Il Tribunale ha ritenuto legittimi i controlli difensivi sulle e-mail, purché finalizzati ad accertare comportamenti illeciti e nel rispetto della privacy.
- La sentenza ribadisce che l’obbligo di fedeltà non impone solo di evitare danni diretti, ma obbligato il lavoratore a comunicare in modo tempestivo situazioni idonee a incidere sugli interessi dell’azienda.
- L’omessa comunicazione di un potenziale conflitto di interessi, soprattutto se reiterata e relativa ai rapporti con i fornitori, lede irrimediabilmente il vincolo di fiducia e giustifica il licenziamento per giusta causa.