5° Rapporto Censis sull’Avvocatura: crisi covid e pessimismo per il futuro

5 marzo 2021

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5° Rapporto Censis sull’Avvocatura: crisi covid e pessimismo per il futuro

La pandemia da Covid19 acuisce la crisi economica degli avvocati e aumenta la sfiducia nel futuro. Degli oltre 14mila avvocati intervistati dal Censis per il 5° rapporto commissionato dalla Cassa forense (presentato oggi a Roma) quasi i tre quarti definiscono la loro condizione lavorativa abbastanza (39,5%) o molto critica (33 %), e il 37 per cento teme un peggioramento della propria situazione professionale da qui al 2022. Sebbene il 61,5 per cento abbia ricevuto i bonus di marzo e aprile previsti dal Reddito di ultima istanza, oltre la metà degli intervistati (55%) li considera inadeguati. Alto gradimento invece per le misure messe in campo dalla Cassa forense (per complessivi 50 milioni di euro): l'82 per cento ha apprezzato i contributi per i canoni di locazione degli studi, l'87,5% il fondo di garanzia del credito, l'84% per cento la polizza Unisalute con copertura Covid.

Passando dal campione intervistato dal Censis all’universo professionale iscritto alla Cassa forense (oltre 243mila, inclusi i pensionati attivi), per la prima volta le donne avvocato superano (di poco: un centinaio di professionisti) il numero degli avvocati maschi. Un sorpasso irreversibile e una prevalenza destinata a crescere nel tempo, perché da tempo le nuove iscritte per ogni anno superano largamente il numero dei nuovi iscritti maschi. Ancora ampio, invece, il divario di reddito, che mediamente supera (nel 2019) i 40mila euro, ma per le avvocate si riduce a meno di due terzi. Un divario che la pandemia rischia perfino di accentuare.

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